Scrivere una buona introduzione per i tuoi post può essere difficile. Ma trovare una chiusura ad effetto a volte può essere ancora più frustrante.

Il modo in cui scegli di chiudere un articolo è importante tanto quanto il modo in cui decidi di iniziarlo.

Un finale piatto o, peggio, una conclusione inesistente non riuscirà ad incoraggiare ulteriori azioni dal tuo pubblico.

Al contrario, concludere un post con buon finale può dare al lettore la voglia di:

  • condividere il tuo post e, di conseguenza,  amplificarne la sua portata
  • lasciare un commento che potenzialmente potrebbe avviare una conversazione tra te e il lettore o tra i lettori stessi
  • iscriversi al tuo blog e diventare un lettore abituale
  • decidere di partecipare alle attività della tua non profit e, auspicabilmente, diventare volontario attivo
  • avviare un processo di donazione o continuare a donare e diventare un sostenitore ricorrente
  • continuare a leggere altri contenuti
  • venire a scoprire la tua ONP ad un evento off line
  • ecc.

Ma da dove iniziare quando non si sa come finire?

Ritorna all’inizio

Il finale di un post per il non profit

Rileggi la prima parte del tu post: hai presentato un concetto, una storia o una tesi che poi hai sviluppato nel corpo dell’articolo?

Prova a riassumere i tuoi punti principali in poche parole chiave per fissare i punti di valore nella mente di chi ti legge.

Ad esempio: hai spiegato come le donazioni ricevute hanno aiutato una famiglia di anziani disagiati a ricominciare ad avere una vita dignitosa?
Riassumi i passi compiuti e, magari, finisci con i ringraziamenti della famiglia alla tua associazione.

La “pulce nell’orecchio”

lascia curiosità torneranno

lascia un po’ di suspance. Senza dimenticare che i tuoi post devono emozionare, informare e soddisfare (vedi la prima puntata di questa rubrica) puoi provare a lasciare che i tuoi lettori continuino l’esperienza fuori dalla pagina, nelle loro menti, coinvolgendo i lettori stuzzicandoli con delle possibilità o delle idee che potrebbe sviluppare autonomamente.

Un modo per utilizzare efficacemente questa tecnica è quello di lasciare al tuo pubblico un’idea legata al tuo argomento che potrebbe essere interamente inserita in un altro post del blog (anche utilizzando al meglio lo storytelling).

Chi legge il tuo blog sarà così invogliato a tornare per vedere “come va a finire”.

Sposta l’attenzione dei tuoi lettori sul futuro, lascia che si chiedano “e poi cosa è successo?“, sarà uno stimolo per tornare a leggere il tuo blog.
Ad esempio: suddividi il post in cui racconti il viaggio dei tuoi volontari nelle zone terremotate per aiutare a ricostruire una stalla in più articoli e pubblicali con cadenza fissa. Questo porterà i tuoi lettori a tornare a visitare il tuo blog per vedere “come è finita”.

“Passa la palla” al lettore

stimola commenti e condivisioni

Un modo semplice per terminare un post sul blog della tua non profit è chiedere esplicitamente al pubblico il suo contributo.

Non fa mai male chiedere commenti ed avviare una conversazione con chi ti legge, ma ti consigliamo di riservare questo approccio alle situazioni in cui ciò ha veramente senso. Inutile chiedere un parere al pubblico quando si tratta ad esempio della tecnica di costruzione dei pozzi in quel determinato villaggio, ha più senso quando sai che l’argomento di cui tratti può avere più punti di vista e il tuo pubblico può effettivamente contribuire a dare del valore aggiunto o fornire nuove soluzioni ed idee riguardo l’argomento che hai trattato nel tuo articolo.

Attenzione: Questo metodo può rivelarsi un’arma a doppio taglio, potresti ricevere critiche o addirittura insulti (purtroppo non tutti gli esseri umani hanno le stesse idee e la stessa sensibilità) quindi preparati a reagire e agire di conseguenza (ma questo argomento -chiamato crisis management– verrà trattato nella prossima puntata).

Indirizza i lettori con la vecchia cara “Call to Action”

la call to action indirizza i lettori verso il tuo goal

Quasi tutti i corsi di scrittura per i blog consigliano di terminare ogni post con un “invito all’azione” (CTA).

Che significa?

In parole semplici potresti concludere il tuo articolo con una frase che richiami l’attenzione del lettore sull’azione che desideri che intraprenda.

Ad esempio: se hai scritto un articolo sulle problematiche che il freddo porta ai senza tetto, potresti concludere chiedendo una donazione di coperte e stufe e linkare una pagina apposita (landing page) in cui vengono descritte tutte le modalità per donare.

In questo modo dirigi esplicitamente l’attenzione del pubblico sull’azione che desideri che intraprendano.

Ispira, chiama l’applauso!

ispira chiama l'applauso

Ti ricordi l’ultima volta che ti sei seduto come pubblico ad ascoltare un oratore e, alla fine del discorso, le sue parole erano così toccanti che ti hanno lasciato completamente senza parole?

Probabilmente le persone che erano sedute intorno a te hanno avuto la stessa reazione e sono passati alcuni secondi prima che partisse l’applauso.

I discorsi che emozionano solitamente sono quelli che finiscono con frasi d’effetto, che ispirano, commuovono, regalano soluzioni o sbalordiscono, e portano, inevitabilmente all’applauso.

Ispira il tuo pubblico nelle ultime frasi del tuo post, dai loro qualcosa che li faccia emozionare, riflettere e meditare anche una volta chiuso il tuo blog, in questo modo probabilmente riuscirai a guadagnare l’equivalente online dell’applauso (condivisioni e commenti).

Non hai tempo per occuparti della gestione del tuo blog o delle tue pagine social? Chiedici una consulenza personalizzata gratuita, cercheremo di aiutarti.

Ti sei perso un articolo della rubrica settimanale?

Ecco la lista degli argomenti che abbiamo toccato finora:

Vuoi rimanere sempre aggiornato sui nostri articoli?

Iscriviti alla nostra newsletter, ti promettiamo niente spam e solo articoli interessanti per la vita della tua organizzazione non profit.

Leave a Reply